Premio per la regia ad Arturo Cirillo per Le false confidenze
Spettacolo vincitore anche per i migliori costumi di Gianluca Falaschi e le luci di Pasquale Mari
LO SPETTACOLO È PRODOTTO DA TEATRO DI ROMA TEATRO NAZIONALE,
MARCHE TEATRO – TEATRO STABILE DI CATANIA
In questa stagione lo spettacolo toccherà le città di Ancona, Milano, Bari e Catania
Con una serata all’insegna dell’eccellenza della scena italiana e internazionale, si è celebrata la consegna dei Premi LE MASCHERE DEL TEATRO ITALIANO 2026, assegnati questa sera sul palcoscenico del Teatro Argentina di Roma per premiare le produzioni più prestigiose, i grandi protagonisti e i talenti d’eccezione della passata stagione teatrale.
La cerimonia è stata trasmessa in differita su Rai Uno.
A decretare i vincitori delle tredici categorie è stata una giuria popolare composta da circa mille professionisti e appassionati e abbonati dei maggiori teatri nazionali, che hanno espresso la loro preferenza attraverso un sistema di votazione elettronica anonima, dopo la scelta delle terne finaliste effettuata a giugno da una giuria di critici e direttori di teatro.
Tripletta di successi per Le false confidenze (produzione Teatro di Roma in sinergia con Marche Teatro e Teatro Stabile di Catania), che conquista il premio per la Migliore regia andato ad Arturo Cirillo – premiato dal Sottosegretario al Ministero della Cultura Giampiero Cannella – quello per il Miglior costumista a Gianluca Falaschi e per le Migliori luci a Pasquale Mari.
Le False confidenze è uno spettacolo prodotto da Teatro di Roma_Teatro Nazionale, MARCHE TEATRO, Teatro Stabile di Catania. Con Marche Teatro quest’anno lo spettacolo sarà in scena ad Ancona al Teatro delle Muse dal 27 al 31 gennaio all’interno della Stagione di Prosa, poi sarà in scena al Teatro Carcano di Milano dal 2 al 7 febbraio, toccherà poi Bari al Teatro Piccinni dal 10 al 14 febbraio e a Catania al Teatro Verga dal 19 al 28 febbraio.
La compagnia che vedremo in scena quest’anno per LE FALSE CONFIDENZE di Pierre de Marivaux, regia di Arturo Cirillo, vede protagonisti Elena Sofia Ricci, Arturo Cirillo e Giacomo Vigentini, Rosario Giglio, Lalla Esposito (al debutto c’era in scena Orietta Notari), Francesco Petruzzelli, Giulia Trippetta, Giacinto Palmarini, assistente alla regia
Mario Scandale, scene Dario Gessati e assistente scenografo Stefano Pes, costumi Gianluca Falaschi e costumista collaboratrice Anna Missaglia, disegno luci Pasquale Mari, suono Federico Mezzana.
Le false confidenze è un testo che rasenta la perfezione, a volte capita che nella drammaturgia di un autore ci sia un’opera che abbia un raro e felice equilibrio. Un testo in cui tutti i personaggi hanno una loro identità e importanza, in cui il tema, oltre la trama, è particolarmente messo a fuoco ed esposto con grande coerenza, con la lucidità con cui si dimostra un teorema. Con Molière ho avuto questa impressione lavorando su La scuola delle mogli, con Marivaux con Le false confidenze. Molière è grottesco e viscerale, e sottende spesso un discorso su la malattia, Marivaux è invece abitato da sentimenti molto interiorizzati, che coinvolgono il cuore quanto la testa. Le false confidenze (dove già il titolo è un ossimoro) è un modernissimo trattato psicoanalitico sul tema dell’innamoramento, in cui non vi è malattia né esasperazione, ma un gioco sottile ed ambiguo tra il falso (le confidenze) e il vero (il cuore), in cui può accadere d’incominciare ad innamorarsi senza accorgersene. I personaggi sono legati tra loro da legami piuttosto ambigui, e la consegna di un ritratto è forse il vero snodo della vicenda. Che cos’è un ritratto? Non è la persona in sé ma la sua rappresentazione, lo sguardo del pittore sul modello, una creazione che aspira ad essere verosimile pur essendo inesorabilmente falsa. Siamo più sinceri quando sappiamo di stare mentendo, o quando invece non vogliamo, o non riusciamo, a riconoscere la verità dentro di noi? Questo sembra chiederci Marivaux, usando i mezzi del teatro.
Un giovane inganna una vedova, per avere il suo cuore e le sue ricchezze, ma in fondo ne è sinceramente innamorato. Un servo mette sù un tranello mosso dal gusto un po’ sadico di far crollare una austera e molto razionale signora, montando un confronto amoroso del quale vorrebbe in fondo essere uno dei protagonisti e non solo il burattinaio. Poi vi è una signora in vedovanza che non vuole riconoscere quanto ancora la vita ha da offrirgli, e quanto dovrà compromettersi sotto l’influsso dell’amore.
Ma tutti i personaggi di questa meravigliosa, e davvero contemporanea, commedia, si muovono tra il loro sé e la propria rappresentazione: come in un ritratto, per l’appunto.
GLI ALTRI PREMI:
Le terne finaliste Premio Le Machere del Teatro Italiano 2026:
Miglior spettacolo di prosa:
Antigone regia di Robert Carsen
Miglior regia:
Arturo Cirillo per Le false confidenze
Miglior attore protagonista:
Luca Lazzareschi, per Morte di un commesso viaggiatore
Migliore attrice protagonista:
Pia Lanciotti, per Morte di un commesso viaggiatore
Miglior attore non protagonista:
Paolo Serra, per Sabato, domenica e lunedì
Migliore attrice non protagonista:
Giulia Lazzarini, per Miracolo a Milano
Miglior attore/attrice emergente:
Leda Kreider, per Improvvisamente l’estate scorsa
Miglior interprete di monologo:
Elio Germano, per La guerra com’è
Miglior scenografo:
Anna Varaldo, per Morte di un commesso viaggiatore
Miglior costumista:
Gianluca Falaschi, per Le false confidenze
Migliori musiche:
Andrea Nicolini, per Lungo viaggio verso la notte
Migliore autore di novità italiana:
Gabriele Di Luca, per Misurare il salto delle rane
Migliori luci:
Pasquale Mari, per Le false confidenze