Per due notti Macerata ha ascoltato con attenzione, sospeso il fiato e poi applaudito. La 37ª edizione di Musicultura ha intonato le sue ultime note e consegnato i verdetti finali, chiudendosi sotto il cielo dello Sferisterio ma lasciando dietro di sé una scia ancora viva di parole, emozioni e melodie che hanno attraversato il palco. Qui, dove la canzone d’autore incontra la ricerca, il coraggio e la libertà espressiva, otto artisti hanno trasformato le proprie storie in musica, dando voce a visioni, fragilità e sogni, stupendo e raccontando il presente attraverso linguaggi diversi ma ugualmente autentici. Archiviata la Finalissima, è il momento di ricordare i nomi, i volti e i riconoscimenti protagonisti del capitolo conclusivo di Musicultura 2025.
Claudio Covato fa incetta. Con il brano Chiuddi ca ma resta, è stato lui il preferito del pubblico presente in arena nelle due serate conclusive del Festival, aggiudicandosi il titolo di vincitore assoluto e quindi il Premio Banca Macerata di 20.000 euro.
Il cantautore siciliano ha ricevuto inoltre il Premio della Critica intitolato al fondatore di Musicultura Piero Cesanelli, dal valore di 3.000 euro, conferito dai giornalisti presenti in sala stampa e consegnato da Paolo Giordano.
È stato sempre lui a vincere anche il Premio Grotte di Frasassi, guadagnando così l’occasione diportare la sua musica oltre il palco dello Sferisterio e farla dialogare con uno dei luoghi più affascinanti del territorio marchigiano. Ai 2.000 euro in denaro si aggiunge infatti la possibilità di vivere una residenza artistica all’interno delle Grotte, trasformandole in uno spazio di ricerca e creazione, dove il suono incontra la natura e ne accoglie suggestioni, silenzi e profondità.
La giuria universitaria, composta dagli studenti degli atenei di Macerata e Camerino, ha assegnato il Premio per il Miglior Testo, di 2.000 euro, che intende valorizzare non solo la qualità della scrittura, ma anche la capacità di arrivare in profondità attraverso parole autentiche, schiette ed essenziali. A ottenerlo è il collettivo Narratore Urbano con Il mio coinquilino vuole uccidermi, un brano che, “raccontando il presente senza cedere alla semplificazione e restituendone tutta la complessità umana e morale, si distingue per una scrittura intensa e per l’uso di una metafora inedita, aprendo così uno spazio di autentica riflessione e mostrando come la canzone possa essere, insieme, racconto, coscienza e occasione di dialogo”.
Un altro premio, poi, è stato assegnato dai detenuti della Casa di Reclusione di Barcaglione, nell’ambito del progetto “La casa in riva al mare”, che per il terzo anno ha aperto spazi di dialogo e riflessione all’interno del contesto carcerario. La musica, dunque, come ponte tra il dentro e il fuori, capace di attraversare confini e restituire voce a prospettive spesso invisibili. Ad aggiudicarsi il riconoscimento è stato Fimmine de guerra di DDUMA, che ha convinto la giuria con “una voce avvolgente che mette in circolo adrenalina, un flusso sonoro di saliscendi che accendono l’immaginazione, e un testo che tocca in profondità per come, tra la lingua salentina e l’italiano, dà voce e universalità alle pene degli ultimi, ai figli di nessuno”.
Rosita Brucoli, con il brano Agente!, ha ricevuto invece il Premio Nuovo IMAIE, di 10.000 euro, destinato al sostegno dei live e dei progetti di tournée: un supporto diretto e concreto al percorso dell’artista, che incentiva la dimensione dal vivo e valorizza una proposta che si è distinta per riconoscibilità e solidità del progetto musicale.
Spazio, poi, a un momento speciale pensato per celebrare un percorso artistico che, negli anni, ha saputo lasciare un’impronta personale e riconoscibile nella canzone italiana. Le Università di Macerata e Camerino, insieme a Musicultura, hanno conferito a Brunori Sas l’Onorificenza per Alti Meriti Artistici, rendendo omaggio a uno dei cantautori più significativi e apprezzati della scena contemporanea. A consegnare il premio sul palco dello Sferisterio sono state due studentesse degli atenei, a testimonianza di un legame che unisce il mondo della cultura, della formazione e della musica d’autore.
Nella motivazione si sottolinea come Brunori abbia “raccolto e rinnovato la grande eredità della scuola cantautorale italiana, con uno sguardo personale in bilico tra la lucida analisi sociale e l’introspezione più intima. Con rara sensibilità poetica e innata ironia, ha dato voce ai dubbi di un’intera generazione, trasformando il quotidiano e il provinciale in storie universali, senza mai salire in cattedra, sedendosi semmai accanto all’ascoltatore”. Un percorso artistico che, prosegue la motivazione, “ha ribadito che la canzone popolare e d’autore può essere, al contempo, un’alta forma d’arte, un veicolo d’impegno civile, un porto sicuro per le umane fragilità”.