Chiuso il primo step per la selezione della Capitale italiana della Cultura 2024.
Sono 23 le città che hanno presentato entro il 19 ottobre il dossier di candidatura comprensivo di titolo, progetto culturale, organo responsabile del progetto, valutazione di sostenibilità economico-finanziaria e obiettivi perseguiti. Le candidature saranno ora valutate da una Giuria composta da 7 esperti del mondo della cultura, delle arti, della valorizzazione territoriale e turistica, istituita con decreto del Ministro di concerto con la Conferenza Unificata. Entro il 18 gennaio 2022, la Giuria esaminerà le candidature e selezionerà i 10 progetti finalisti che saranno invitati a delle audizioni pubbliche che si svolgeranno presso la sede del MiC entro il 1° marzo 2022. Le città finaliste avranno a disposizione trenta minuti per presentare la propria candidatura, seguita da una sessione di ulteriori trenta minuti per le domande della Giuria.
Entro il 15 marzo 2022, la Giuria proporrà al Ministro della cultura la candidatura ritenuta più idonea a essere insignita del titolo di Capitale italiana della cultura per l’anno 2024. Il Ministro proporrà di conferire il titolo al Consiglio dei Ministri, che lo assegnerà formalmente con propria delibera.
I CRITERI DI SELEZIONE
La selezione della Capitale italiana della cultura avverrà tenendo conto della coerenza del progetto rispetto alle finalità di legge e alle altre iniziative di valorizzazione del territorio, al coordinamento e sinergia degli interventi proposti e anche valutando l’efficacia del progetto come azione culturale diretta al rafforzamento della coesione e dell’inclusione sociale, in termini di crescita della domanda e dell’offerta culturale.
Si guarderà all’eventuale previsione di forme di cofinanziamento pubblico e privato, condivisione progettuale con altri enti territoriali e con soggetti pubblici e privati portatori di interesse presenti sul territorio, da attuarsi nel rispetto della vigente normativa in materia di appalti e terzo settore. Valutata sarà anche l’efficacia della struttura incaricata per lo sviluppo e l’attuazione sostenibili del progetto contenuto nel dossier di candidatura e per il monitoraggio dei risultati, l’innovatività e capacità delle soluzioni proposte di fare uso di nuove tecnologie, anche al fine del maggiore coinvolgimento dei giovani e del potenziamento dell’accessibilità, la capacità del progetto di incrementare l’attrattività turistica del territorio, anche in termini di destagionalizzazione delle presenze, la realizzazione di opere e infrastrutture di pubblica utilità destinate a permanere sul territorio a servizio della collettività e la coerenza del cronoprogramma.
Nella valutazione, la Giuria terrà conto dell’effetto di ‘completamento’, la capacità cioè di favorire la piena realizzazione di progetti già avviati ma non ancora conclusi e la coerenza degli obiettivi del progetto con quelli stabiliti dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU.
LA GIURIA DI SELEZIONE
Sarà un decreto del Ministro della Cultura a costituire la Giuria della città Capitale italiana della cultura. Essa sarà composta da sette esperti indipendenti di chiara fama nel settore della cultura, delle arti, della valorizzazione territoriale e turistica, di cui tre designati dal Ministro, tre designati dalla Conferenza Unificata, e uno, con funzione di Presidente della Giuria, nominato d’intesa tra il Ministro e la Conferenza Unificata. I componenti della Giuria, nei due anni che precedono l’insediamento, non devono aver avuto rapporti di collaborazione di alcun genere con i Comuni, le Città metropolitane e le Unioni di Comuni che hanno presentato candidatura, e non devono trovarsi in situazioni di conflitto di interesse e/o incompatibilità rispetto agli enti stessi.
LA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA
La Capitale italiana della cultura è stata istituita nel 2014 e ha tra gli obiettivi quello di sostenere, incoraggiare e valorizzare l’autonoma capacità progettuale e attuativa delle città, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione, la crescita e lo sviluppo economico. Il titolo di Capitale italiana della cultura è conferito per la durata di un anno e la città vincitrice riceverà un milione di euro. Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018 (nel 2019 ha coinciso con Matera Capitale europea della cultura). Parma è invece la Capitale italiana della cultura 2020 che è stata prorogata al 2021 dal Dl Rilancio. Lo stesso Decreto ha proclamato, in segno di solidarietà per le vittime della pandemia, Bergamo e Brescia Capitali italiane della Cultura per il 2023. Nel 2022 la Capitale sarà Procida.
LE 23 CANDIDATE
Piemonte: Saluzzo (Cn); Liguria: Sestri Levante (Ge); Veneto: Asolo (Tv), Chioggia (Ve), Vicenza; Trentino Alto Adige: Ala (Tn); Friuli Venezia Giulia: Pordenone; Toscana: Grosseto, Unione Comuni Montani Amiata Grossetana (Gr), Viareggio (Lu), Vinci (Fi); Marche: Ascoli Piceno, Pesaro; Abruzzo: Gioia dei Marsi (Aq); Campania: Unione Comuni Paestum-Alto Cilento (Sa); Puglia: Conversano (Ba), Mesagne (Br); Basilicata: Aliano (Mt); Calabria: Capistrano (Vv), Diamante (Cs); Sicilia: Burgio (Ag), Siracusa; Sardegna: La Maddalena (Ss).