L’esperienza residenziale “La casa sulla Luna” si è conclusa con due serate di attività laboratoriali, in cui il tema della ricerca e definizione della propria identità – avviato con la performance di Angelo Callegarin e Teater Nu – è stato ulteriormente approfondito e indagato insieme ai partecipanti, attraverso il dialogo tra lingue diverse, senza tralasciare i dialetti.
Cacciando parole intraducibili dal russo al rapanui, passando per l’inuit e l’apirano, si scoprono lessici segreti che alludono al buio dell’anima e a incontri con creature notturne e mostruose, abissi alcolici e struggimenti sulla consunzione del tempo.
Il confronto diventa così strumento di consapevolezza del proprio spazio linguistico e culturale: mondi, esperienze e immaginari differenti e lontani entrano in contatto, racchiusi in parole e suoni che descrivono aspetti inediti e sorprendenti di una cultura, di una società, del luogo e del modo in cui vive.
Alcune espressioni e alcuni termini risultano difficili da spiegare, altri restano semplicemente intraducibili, rivelando l’enorme varietà delle esperienze umane. Facendocene interpreti, sul palco e fuori, ci apriamo alla possibilità di comunicarli, di far conoscere e di far incontrare mondi diversi.
Progetto di Residenza per artisti nei Territori “La casa sulla Luna”, con la direzione artistica di Sonia Antinori e Ruggero Franceschini, promosso da Regione Marche e Ministero della Cultura.