Le pratiche delle radio libere, in particolare quelle dadaiste e provocatorie di Radio Alice, hanno guidato il lavoro di ricerca di Rita Brancato e Marco Papparotto.
La restituzione finale, in forma di prova aperta, ha visto l’alternarsi di “improvvisazioni” strumentali e il reenactment di materiali d’archivio, attraverso registrazioni di interviste e dirette radiofoniche, reali o talvolta scritte e interpretate per l’occasione.
Il processo creativo di questo collage narrativo, intrecciato alla performance musicale, è stato supportato dall’esperienza registica e attoriale del tutor della residenza, Ruggero Franceschini (artista associato di LUIT – Laboratoire Urbain d’Interventions Temporaires e co-direttore artistico del progetto di residenze).
Sul palco di Alice allo specchio vengono affrontate questioni sociali e politiche provenienti dagli anni Settanta, in particolare dalla Bologna universitaria, rilette in chiave ironica e giocosa, così da creare un diretto parallelo con le criticità del presente.
Elemento peculiare e rivoluzionario di Radio Alice è stata la volontà di dare a chiunque la possibilità di far sentire la propria voce: prima attraverso le telefonate in diretta, poi tramite l’occupazione fisica degli spazi della radio. Con lo stesso spirito, gli artisti hanno coinvolto il pubblico in sala in un momento di confronto e discussione, riflettendo sui mezzi e sulle modalità di espressione indipendente, popolare e territoriale.
Una riflessione quanto mai attuale, in un’epoca segnata da una nuova rivoluzione della comunicazione, caratterizzata dall’uso diffuso dei social media e dalla nascita di una piazza virtuale.
Si ringrazia La Marca di San Michele, sponsor dell’evento, che ha reso possibile condividere con il pubblico, oltre alle idee creative, anche un brindisi conclusivo.