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Il teatro costruito sul suolo digitale

di Riccardo Alain Amico *

Che da qualche tempo i teatri italiani stiano attraversando un periodo di crisi in termini di pubblico, è purtroppo ormai assodato. Ma nella nebbia fatta di problemi economici, impedimenti burocratici e la continua emorragia di audience, si apre uno spiraglio di luce che lascia ben sperare per il futuro, ovvero il crescente uso da parte dei teatri lirici e di prosa delle moderne tecnologie di comunicazione.

Negli ultimi anni, infatti, stanno nascendo e consolidandosi sempre più iniziative che prevedono l’uso degli strumenti digitali, e viene prestata sempre più attenzione alla cura della comunicazione.
Gli addetti ai lavori hanno capito che per attirare pubblico in sala è necessario intercettarlo lì dove è più presente e soprattutto dove ci sono i giovani, creando ad hoc delle iniziative o campagne che suscitino il loro interesse fornendogli la possibilità di accedere alle proposte con dei mezzi a loro familiari, così come succede nel nord Europa, dove i teatri investono molto sulla comunicazione (specialmente sui social) e attraggono un ampio numero di persone ad ogni spettacolo, di cui una buona parte under-30.

In Italia si stanno iniziando ad ottenere buoni risultati rinnovando gli strumenti e le strategie. Un esempio lo offre il Teatro Massimo di Palermo che nel 2014 attraverso la campagna social trainata dall’hashtag #invadoilmassimo è riuscita a portare nelle sue sale una gran quantità di persone, le quali erano state invitate a condividere live la loro esperienza; il successo di questa iniziativa ha portato la direzione del teatro a investire sempre più sulle piattaforme digitali e sulla cura della comunicazione producendo ad oggi un consistente flusso di contenuto destinato al web che sta ripagando gli sforzi del teatro siciliano.

Un altro esempio è rappresentato dalla Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino, la quale, nonostante stia attraversando un periodo di difficoltà, ha iniziato un processo di rinnovamento degli strumenti comunicativi nel tentativo di rilanciarsi, diventando nel 2016 il primo teatro al mondo a ricorrere al crowdfunding per finanziarsi.

Ci sono molti altri esempi che lasciano ben sperare riguardo al fermento nato ultimamente, come il Teatro Duse di Bologna, che mette a disposizione a ogni spettacolo dei biglietti a prezzo ridotto riservati a dei “twittatori” incaricati di commentare e raccontare gli spettacoli in tempo reale, o le proposte dedicate agli under-18 di AsLiCo (Associazione Lirica e Concertistica Italiana), nelle quali la rappresentazione teatrale viene affiancata da iniziative sempre diverse che implicano spesso l’uso dei social network da parte del pubblico, nell’ottica di creare visibilità e seguito.

Sono inoltre nate piattaforme che hanno come obiettivo la diffusione del teatro in tutte le sue forme mettendo a disposizione di chi produce l’offerta degli strumenti online per ampliare il proprio pubblico, una su tutti WelcomeTheatre, la prima community e piattaforma italiana a proporsi come teatro, distributore digitale e amplificatore di contenuto che mette a disposizione degli utenti la possibilità di fruire on-line degli spettacoli inseriti dai produttori teatrali.

La comunicazione oggi più che mai è necessaria per farsi riconoscere e assicurarsi un ritorno economico; la scena italiana ha forse finalmente capito di non poter più vivere pensando di sostenersi solo grazie al successo passato ma di doversi ricostruire sul suolo digitale per rimanere al passo coi tempi e garantirsi un futuro.

*Graphic designer e videomaker con la passione per l’opera. Laureato presso la SUPSI di Lugano (CH), svolge attualmente la professione di designer, mentre parallelamente porta avanti la personale missione di utilizzare il design e le tecniche di comunicazione per riportare interesse verso la lirica.

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