Le Marche e la danza: un rapporto che anima le Stagioni dei teatri della regione e le rassegne estive del territorio. La danza ha da sempre un posto di riguardo nella programmazione artistica regionale, grazie ai lavori di maestri e operatori che non hanno mai smesso di promuovere questa nobile arte tanto amata dal pubblico. A Civitanova, ad esempio, da venticinque anni si celebra il grande maestro Enrico Cecchetti – la cui famiglia era originaria proprio del comune in provincia di Macerata – con il Festival Civitanova Danza. INTEATRO Festival, lo storico festival di teatro e danza di ricerca di Polverigi, dà spazio ad artisti che con i loro lavori indagano il movimento e l’uso del corpo. Non si possono non citare poi il Festival Hangartfest a Pesaro e il Festival di Danza Urbana a Corinaldo, per arrivare a Senigallia con Bacajà, Festival del Teatro Popolare che propone performance di grande interesse. Quest’anno la danza tornerà al Macerata Opera Festival, nell’ambito della rassegna Altraopera, con un’esibizione speciale di Eleonora Abbagnato in "Puccini", e non è mancata anche all’interno della rassegna TAU – Teatri Antichi Uniti, dedicata alla riscoperta dei teatri storici della nostra regione.
Andiamo dunque a conoscere più da vicino tutti questi appuntamenti.
#INTEATRO FESTIVAL
Lo storico Festival nato tra le colline marchigiane nel borgo di Polverigi ha presentato un’edizione tutta incentrata sull’apparente contraddizione tra identità e trasformazione, con una selezione delle migliori produzioni italiane e straniere del teatro e della danza di ricerca. 14 artisti, 17 titoli e 24 repliche nei quattro giorni di Polverigi e le giornate di Ancona interamente dedicate al lavoro del drammaturgo iraniano Nassim Soleimanpour, in esclusiva per l’Italia, dal titolo autobiografico “Nassim”.
Come ogni anno, la danza è stata tra i protagonisti del Festival con performance di grande interesse. Greta Francolini con Ritornello ha proposto un lavoro sul concetto di “ripetizione”, di riproduzione di uno stato d’animo fino all’esasperazione; Francesco Marilungo in Love Souvenir ha usato il “corpo” della Maddalena come portatore di significati iconografici per indagare le figure archetipiche della nostra cultura; Collettivo Cinetico con How to destroy your dance hanno portato una sfida contro il tempo dal colore decisamente pulp e dal sapore ludico. Un manuale per il boicottaggio di ogni decoro coreografico tra accelerazioni impossibili e slow motion estremi; Sina Saberi in Damnoosh ha evocato un viaggio nella memoria che nasce da un bisogno di unità, di condivisione di un momento conviviale. Uno spettacolo che unisce narrazioni, poesie, musica e persone per comunicare elementi della cultura iraniana attraverso il semplice atto quotidiano della preparazione del tè; Marco D’Agostin con Avalanche ha portato in scena due esseri umani osservati da un occhio ciclopico come antiche polveri conservate in un blocco di ghiaccio. Prisma di Alessandro Sciarroni e Masbedo ha tratto ispirazione da uno dei primi lavori del coreografo nel quale l’identità degli interpreti veniva privata della sua riconoscibilità attraverso l’uso di specchi “indossati” davanti al viso, p’er creare un ritmo più dilatato e aggiunger un elemento video che dialoga con i corpi “acefali” dei performer, creando una rifrazione di immagini e colori che si riverbera sugli specchi; Andrea Costanzo Martini con Occhio di Bue ha trattato le complesse relazioni di potere che si instaurano, durante uno spettacolo, tra un danzatore, un coreografo e il pubblico; Lo stesso Andrea Costanzo Martini con What Happened in Torino ha proposto una libera traduzione dell’icona delle televendite Vanna Marchi, controversa figura degli anni ’90 famosa per i metodi di vendita non convenzionali e dal carattere assai esuberante. Infine, Annamaria Ajone e Alberto Ricca con To Be Banned From Rome hanno indagato i luoghi virtuali della rete popolati da persone che condividono passioni e ossessioni. Oggetto dell’indagine è l’effetto ambivalente che la rete ha sulle persone che la utilizzano e la vivono come uno strumento per costruirsi una cerchia di contatti ideale.
www.inteatro.it
#FESTIVAL CIVITANOVA DANZA
Nozze d’argento per il Festival Civitanova Danza dedicato al maestro Enrico Cecchetti, che per i suoi 25 anni offre al pubblico una proposta che lascia campo libero alla curiosità, unico strumento capace di registrare la molteplicità e varietà di linguaggi e stili che intende mostrare, senza timore di guardare esperienze spesso – apparentemente – antitetiche.
La venticinquesima edizione del Festival è stata aperta da Bill T. Jones/Arnie Zane Company con Play & Play, un dittico con musica eseguita dal vivo in prima ed esclusiva regionale, con danzatori e compagnie di grande rilievo. Si è proseguito con Homo Furens di Plan – k / Filipe Lourenco, spettacolo in cui si racconta come un uomo spinto al di fuori di se stesso tenda a domandarsi quali siano i propri limiti, limiti che vacillano tra la corporalità e la volontà, tra l’individualismo e l’impegno collettivo; Vertigo Dance Company con One. One & One ha portato in scena una pièce di danza che ruota attorno al desiderio interiore di essere completamente e continuamente messo alla prova da un frammento di realtà nel contesto personale, esistenziale e spirituale dell’individuo. Compagnia MF con Farde-Moi ha proposto un pièce di danza contemporanea e physical theater per cinque interpreti che approfondisce il tema dell’identità nella società di oggi.
Sono in arrivo poi Viva Momix Forever dei Momix, una spettacolare raccolta delle più suggestive e significative coreografie in cui si sono unite nuove creazioni e il recupero di capolavori che hanno segnato la storia della compagnia, ed Erectus della Compagnia Abbondanza-Bertoni, interpretato da quattro danzatori di sesso maschile per raccontare le nostre visioni, attraverso segni di creature esclusivamente venute da Marte nelle loro più svariate declinazioni e generi. Ci aspetta infine Civitanova Danza in Piazza con Sonics. I performer saranno sospesi a 20 metri di altezza, appesi a una grande piramide d’acciaio che farà da fulcro e collante ad acrobazie aeree e coreografie sviluppate tra cielo e terra. Uno degli spettacoli di maggior successo dei Sonics, dal titolo “Osa”. Felice connubio tra atmosfere fiabesche, design e tecnologia, Osa è una vera e propria sfida alle leggi di gravità e un invito all’uomo di andare oltre i propri limiti. Uno show fortemente visuale che coniuga potenza e grazia fisica in un mix perfetto fatto di corpi e coreografie che interagiscono con macchine sceniche.
www.civitanovadanza.com
#BACAJÀ
Bacajà è un’espressione tipica delle nostre Marche che deriva dal verbo "baccagliare" cioè “fare strepito” o anche “gridare con gioia”; la sua etimologia va fatta risalire ai baccanali, cioè quelle festività popolari di origine latina destinate a propiziarsi i favori di Bacco, dio romano del vino ma anche, in un senso più ampio, dio della liberazione. Oggi quindi è un grido di gioia e di liberazione che passa attraverso il Teatro, una festa fatta di persone, di arte e di risate che ogni anno riempiono l’estate di Senigallia. Il Festival vuole essere crocevia europeo di pirati, cioè di tutte le migliori esperienze artistiche che si occupano di Teatro Popolare.
La danza è mancata in questo festival gioioso, con R.OSA, 10 esercizi per nuovi virtuosismi, una performance che si inserisce nel filone poetico di Silvia Gribaudi, coreografa che con ironia dissacrante porta in scena l’espressione del corpo, della donna e del ruolo sociale che esso occupa con un linguaggio “informale” nella relazionale con il pubblico. R.OSA si ispira alle immagini di Botero, al mondo anni 80 di Jane Fonda, al concetto di successo e prestazione. È uno spettacolo in cui la performer è una “one woman show” che sposta lo sguardo dello spettatore all’interno di una drammaturgia composta di 10 esercizi di virtuosismo. R.OSA è un’esperienza in cui lo spettatore è chiamato a essere protagonista volontario o involontario dell’azione artistica in scena. R.OSA fa pensare a come guardiamo e a cosa ci aspettiamo dagli altri sulla base dei nostri giudizi. Lo spettacolo mette al centro una sfida, quella di superare continuamente il proprio limite. R.OSA è in atto una rivoluzione del corpo, che si ribella alla gravità e mostra la sua lievità.
www.bacaja.com
#HANGARTFEST
HANGARTFEST è un festival di danza contemporanea che si rivolge alle nuove generazioni di coreografi e performer con l’obiettivo di dar loro visibilità e promuovere i nuovi linguaggi della scena. Il festival si articola nella presentazione di spettacoli dal vivo in luoghi convenzionali e non convenzionali, e propone conferenze, installazioni e laboratori.
In Malina diversi linguaggi artistici si annodano come un nodo marinaio: musica, poesia, teatro, canzone, recitazione e danza s’intrecciano fino a fondersi in un corpo unico; Concetti sfumati ai bordi è un giardino musicale che permette al corpo di fuoriuscire dall’ordine, dalla convenzione, dai recinti della rabbia. Le mura sono la scenografia all’agire quotidiano ma anche gli inflessibili limiti del labirinto; la protezione dall’ignoto o il segreto rifugio di ignorate violenze. Lo spettacolo L’arrabbiata si rifà a una salsa tipica italiana, molto piccante e speziata. Le spezie non coprono gli altri sapori, ma certamente si fanno sentire… E così è per la danza. La connessione tra movimento astratto e movimento concreto è creato sul tavolo della cucina, cuore della nostra casa, dove noi ci connettiamo, ci smontiamo, siamo contrariati, riconquistiamo fiducia, ci separiamo e luogo dove speriamo. Il dolce domani è un’ode al tempo che passa, un viaggio tra le ombre e le luci dell’esistenza, ma anche attraverso situazioni concrete, stati particolari dei corpi, dei fermo immagine che piazzano lo spettatore davanti ad un quadro, dove egli può ricomporre i pezzetti e fare emergere il senso delle cose. One by one vuole rispecchiare un senso generale di giocondità nelle relazioni interpersonali, giocondità che si ritrova anche nel coinvolgimento del pubblico e nel contesto in cui lo spettacolo prende parte, sia esso uno studio, uno spazio urbano, una galleria d’arte o un palcoscenico. Accalia è un progetto multimediale che unisce danza, musica e video-proiezione. Una donna e un’esistenza astratta si incontrano e trovano in una simbiosi di movimenti e di luci.
Choreographic Captures è un progetto il cui obiettivo è semplice quanto ambizioso: usare mezzi non convenzionali per accrescere la conoscenza sulle forme d’arte del cinema, della danza e della coreografia, per indagare forme contemporanee di fruizione dell’arte e per esplorare nuove estetiche. Lo Schiaccianoci è un tuffo tra desideri e memorie partendo da quel punto nel tempo in cui la magia del Natale era ancora così vera e speciale in noi. Lo Schiaccianoci vuole essere uno spettacolo per un ensemble di danzatori, tutti sorpresi sulla soglia o nel pieno dell’età adulta. Granito presta attenzione al disfacimento degli organismi, celebra la materia sfatta, informe e deforme, mette a fuoco le grinze, le sfumature di colore, le imperfezioni, il marcio e la decadenza, il vizzo ed appassito. Beast without beauty un irriverente, cinico studio sugli archetipi della miseria umana, sull’inespressività, la spregevole crudeltà nelle relazioni interpersonali. Senza/con-fine: i nostri confini personali sono le linee del continuo divenire che ci portiamo dentro e fuori. Comunicare, raggiungere un linguaggio comune. La danza, da sempre lingua di tutti i corpi, supera le barriere, viaggia senza passaporto. Ritual Quintet_01 è un’indagine sulla cultura della trance a partire dal Tarantismo, senza ambizioni archeologiche o vizi necrofili. Un’occasione per guardare alla danza come pratica collettiva di cura e protezione. Trilogia è una riflessione politica e sociale attraverso il corpo che prescinde dal contesto narrativo delle opere e scaturisce invece dall’esame dei corpi politici in esse centrali: due adolescenti ribelli, una donna di potere, lo spirito incarnato del naufragio. Infine Piattaforma Young Up è un laboratorio destinato a giovani danzatori interessati a sperimentare la propria creatività mettendosi in gioco come “aspiranti coreografi”.
www.hangartfest.it
#FESTIVAL DANZA URBANA
Il Festival di Danza Urbana è un evento unico e importante per Corinaldo, uno dei borghi medievali più belli delle Marche. Piazze e vicoli si trasformano in un grande palcoscenico dove vengono messe in scena le rappresentazioni di danza moderna, in uno spettacolo "tutto da visitare". Un evento curato da E.sperimenti GDO Dance Company, compagnia di punta del Gruppo Danza Oggi, uno spumeggiante ensamble dalle dinamiche più diverse e dagli stili più diversi che spaziano dal breakin’ al contemporaneo, dal modern al floorwork, dal teatrodanza all’acrobatica.
Il programma definitivo è in via di definizione.
www.ilgdo.com
#TAU TEATRI ANTICHI UNITI
Un cartellone di richiamo per l’edizione di quest’anno del TAU, la rassegna regionale di teatro classico che viene ospitata in luoghi suggestivi di grande fascino, e che offre l’opportunità di fruire di siti archeologici per realizzare spettacoli di grande impatto scenico. Anche in questo caso, la danza ha trovato cittadinanza con uno spettacolo a dir poco suggestivo.
Ember, Trapped in Fire – Prometheus Fight è un viaggio ancestrale nell’eterna lotta tra uomo e fuoco. Partendo dal mito di Prometeo che rubò il fuoco a gli dei per donarlo a gli uomini, il coreografo Ziya Azazi sviluppa un lavoro basato sulla ripetizione dei gesti e sul movimento di rotazione tipico della danza sufi, attraverso cui l’artista affronta alcuni temi a lui cari – l’istinto distruttivo insito nell’essere umano, il dolore nella presa d’atto della mortalità, la fine inevitabile di tutto – nel ciclo continuo della vita. La circolarità è un altro elemento chiave di lettura del lavoro di Azazi e lo collega al tempo del mito. Come in un tempo antico, Azazi mette in scena la lotta di tutta l’esistenza attraverso un lavoro coreografico basato sull’interpretazione personale del movimento che porta a una crescente consapevolezza della impossibilità di percorrere tutte le possibili strade della propria esistenza.
www.amatmarche.net
#MACERATA OPERA FESTIVAL
Dopo anni, torna la danza allo Sferisterio di Macerata, all’interno della rassegna Altraopera del Macerata Opera Festival, e lo fa con un appuntamento da non perdere: l’étoile dell’Opéra de Paris Eleonora Abbagnato in "Puccini".
Da Manon Lescaut a La bohème, da Tosca a Madama Butterfly, in scena, le eroine pucciniane danzeranno sulle note delle più belle arie del compositore più amato di tutti i tempi. Con questa personale interpretazione, Julien Lestel mette in risalto la bellezza, la maestosità e la potenza della musica di Puccini, attraverso le coreografie interpretate dall’étoile Eleonora Abbagnato, Sebastian Melo Taveira e i primi ballerini, solisti e corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma.
www.sferisterio.it
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www.destinazionefestival.it