16:30
Via Circonvallazione Clementina 62, 63839 Servigliano FM
Servigliano
Fermo
63839
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Che cosa custodisce una danza? Nei passi del saltarello marchigiano si possono leggere le
relazioni di una comunità: il lavoro e la festa, il corteggiamento e la sfida, il rapporto con
la terra, il bisogno di incontrarsi e riconoscersi. Da questa prospettiva nasce «La terra
che danza», il progetto che riunisce Servigliano, Comune capofila, Belmonte
Piceno e Monsampietro Morico, con la direzione artistica di Paola Giorgi per Bottega Teatro Marche.
Il percorso mette in dialogo ricerca, teatro, musica e cultura materiale, attraversando le
fonti storiche e l’immaginario dei Sibillini, gli ornamenti piceni e il costume tradizionale, i
canti popolari e i gesti tramandati fra generazioni. Le leggende delle fate, gli abiti, le ricette
e i repertori musicali diventano altrettante forme attraverso cui conoscere la vita dei paesi
e comprendere come la memoria possa continuare a essere praticata e condivisa. Ogni
Comune sviluppa un capitolo di questo racconto. Servigliano apre la riflessione sul rapporto
fra tradizioni e ricostruzione: nei territori colpiti dal sisma, ritrovare i luoghi significa anche
ricomporre le relazioni che li rendono vivi. Belmonte Piceno interroga i
segni dell’appartenenza e i linguaggi del desiderio, attraverso il costume, gli ornamenti e
le forme del corteggiamento. Monsampietro Morico porta al centro la trasmissione dei
saperi, affidata alla ricerca editoriale e alla presenza di chi continua a cantare, suonare e
danzare.
Il teatro restituisce a questo patrimonio una dimensione contemporanea: lo trasforma in
esperienza, mette in relazione studiosi, artisti e abitanti e invita il pubblico a riconoscersi
in una storia che continua.
L’apertura è in programma domenica 8 novembre al Teatro Ideale di Servigliano.
Alle 16.30, dopo l’inaugurazione e il saluto dei Sindaci, si terrà la conversazione
«Ricostruire i paesi, ritrovare le comunità. La forza delle tradizioni», con Guido Castelli e
Cesare Catà, condotta da Maurizio Socci. Dopo l’Aperitivo della tradizione, alle 18.00, a
cura della Pro Loco di Servigliano, alle 19.00 andrà in scena «Il salto delle fate. Nel tempo
ed oltre cantando e danzando», con Cesare Catà, Paola Giorgi e la partecipazione
straordinaria di Gastone Pietrucci e La Macina. La parola teatrale incontrerà il canto
popolare e l’immaginario delle fate dei Sibillini, attraverso il patrimonio di ricerca e
interpretazione di una delle esperienze più significative della tradizione musicale
marchigiana.
Info:
Informazioni
Bottega Teatro Marche
bottegateatromarche@gmail.com
WhatsApp 338 8565405
www.marchestorie.it
LA TERRA CHE DANZA – SERVIGLIANO
MARCHE STORIE - LA TERRA CHE DANZA
Che cosa custodisce una danza? Nei passi del saltarello marchigiano si possono leggere le
relazioni di una comunità: il lavoro e la festa, il corteggiamento e la sfida, il rapporto con
la terra, il bisogno di incontrarsi e riconoscersi. Da questa prospettiva nasce «La terra
che danza», il progetto che riunisce Servigliano, Comune capofila, Belmonte
Piceno e Monsampietro Morico, con la direzione artistica di Paola Giorgi per Bottega Teatro Marche.
Il percorso mette in dialogo ricerca, teatro, musica e cultura materiale, attraversando le
fonti storiche e l’immaginario dei Sibillini, gli ornamenti piceni e il costume tradizionale, i
canti popolari e i gesti tramandati fra generazioni. Le leggende delle fate, gli abiti, le ricette
e i repertori musicali diventano altrettante forme attraverso cui conoscere la vita dei paesi
e comprendere come la memoria possa continuare a essere praticata e condivisa. Ogni
Comune sviluppa un capitolo di questo racconto. Servigliano apre la riflessione sul rapporto
fra tradizioni e ricostruzione: nei territori colpiti dal sisma, ritrovare i luoghi significa anche
ricomporre le relazioni che li rendono vivi. Belmonte Piceno interroga i
segni dell’appartenenza e i linguaggi del desiderio, attraverso il costume, gli ornamenti e
le forme del corteggiamento. Monsampietro Morico porta al centro la trasmissione dei
saperi, affidata alla ricerca editoriale e alla presenza di chi continua a cantare, suonare e
danzare.
Il teatro restituisce a questo patrimonio una dimensione contemporanea: lo trasforma in
esperienza, mette in relazione studiosi, artisti e abitanti e invita il pubblico a riconoscersi
in una storia che continua.
L’apertura è in programma domenica 8 novembre al Teatro Ideale di Servigliano.
Alle 16.30, dopo l’inaugurazione e il saluto dei Sindaci, si terrà la conversazione
«Ricostruire i paesi, ritrovare le comunità. La forza delle tradizioni», con Guido Castelli e
Cesare Catà, condotta da Maurizio Socci. Dopo l’Aperitivo della tradizione, alle 18.00, a
cura della Pro Loco di Servigliano, alle 19.00 andrà in scena «Il salto delle fate. Nel tempo
ed oltre cantando e danzando», con Cesare Catà, Paola Giorgi e la partecipazione
straordinaria di Gastone Pietrucci e La Macina. La parola teatrale incontrerà il canto
popolare e l’immaginario delle fate dei Sibillini, attraverso il patrimonio di ricerca e
interpretazione di una delle esperienze più significative della tradizione musicale
marchigiana.
Info:
Informazioni
Bottega Teatro Marche
bottegateatromarche@gmail.com
WhatsApp 338 8565405
www.marchestorie.it
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