Il mondo del teatro chiede una maggiore diffusione mediatica. L’appello alla Rai

Attori, registi, architetti, scrittori, politici, esponenti del cinema e dello spettacolo. È lunghissima la lista dei firmatari che si sono uniti all’accorato appello per la tutela dei teatri. Un settore che ora più che mai subisce i contraccolpi di una crisi di cui non si scorge la fine. La lettera, indirizzata all’Amministratore Delegato Rai Fabrizio Salini e per conoscenza al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro per i Beni e Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini, chiede di mettere la tv di stato al servizio del teatro, incrementandone la diffusione delle immagini e le azioni di promozione non solo dei grandi spettacoli del passato, ma anche delle nuove produzioni. Un modo per far sentire la propria vicinanza al pubblico fidelizzato ma anche per avvicinare nuove fasce e categorie. Una richiesta di aiuto e di supporto per restituire una parte della visibilità perduta a un mondo così fragile e minacciato. Un appello che riporta in qualche modo a quello lanciato da Stefano Massini a Piazzapulita su LA7: a fronte di modelli e comportamenti sociali da ridefinire, perché non mettere proprio la cultura e il suo indotto economico tra i fattori di una ripartenza? Come denunciava Massini, invece, anche il teatro si sente abbandonato a se stesso, lontano dalla cima della lista delle attività prioritarie da riaprire, vedendo ancora una volta sminuite le proprie potenzialità.