{"id":129966,"date":"2026-09-23T08:51:29","date_gmt":"2026-09-23T07:51:29","guid":{"rendered":"https:\/\/marchespettacolo.com\/?p=129966"},"modified":"2026-09-23T08:52:14","modified_gmt":"2026-09-23T07:52:14","slug":"hangartfest-chiude-la-xxiii-edizione-nuovi-scenari-per-la-danza-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/marchespettacolo.com\/en\/posts\/hangartfest-chiude-la-xxiii-edizione-nuovi-scenari-per-la-danza-contemporanea\/","title":{"rendered":"HANGARTFEST CHIUDE LA XXIII EDIZIONE, NUOVI SCENARI PER LA DANZA CONTEMPORANEA"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ventisei appuntamenti in due settimane all\u2019insegna del contemporaneo, tra linguaggi che si incontrano, luoghi da abitare, ricerca e nuova creazione. Al centro, un pubblico sempre pi\u00f9 vicino e partecipe<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p>Si \u00e8 chiusa domenica con il tutto esaurito di PNEU del coreografo ceco Viktor \u010cernick\u00fd la XXIII edizione di Hangartfest. Dal 4 al 20 settembre il Festival ha proposto 26 appuntamenti, di cui 11 tra debutti e prime nazionali, in sei luoghi tra Pesaro e l\u2019entroterra, con spettacoli quasi ogni<br \/>sera. Una programmazione intensa, accompagnata da una risposta costante del pubblico. L\u2019edizione 2026 ha confermato la direzione intrapresa da Hangartfest: ampliare i confini della danza, favorendo l\u2019incontro con teatro, cinema, musica dal vivo, arti visive e tecnologia. Il Festival si conferma cos\u00ec uno spazio in cui i linguaggi del contemporaneo si incontrano, assumendo nuove forme e trovando un nuovo rapporto con i luoghi e con chi li abita. Agli artisti italiani si sono affiancate presenze internazionali che hanno portato nel Festival pratiche, esperienze e sguardi molteplici, alimentando una circolazione artistica che va oltre la semplice provenienza geografica.<\/p>\n<p>Una ricerca che si \u00e8 espressa in registri molto diversi, dalla dimensione pi\u00f9 intima a una fisicit\u00e0 potente e spettacolare, dall\u2019incontro tra movimento e suono al confronto dei corpi con oggetti e materiali. Esperienze lontane tra loro che restituiscono l\u2019ampiezza del territorio della danza<br \/>contemporanea. In questo percorso anche i luoghi sono diventati parte della creazione. Non semplicemente spazi diversi in cui portare la danza, ma capaci di modificarne ogni volta l\u2019esperienza. A Spazio TORRSO il pubblico \u00e8 stato chiamato ad abitare la performance insieme agli artisti e a muoversi al suo interno; a Villa Imperiale ha interagito con i performer attraverso luci e ombre in dialogo con le architetture rinascimentali, mentre a Monte Illuminato di Lunano la danza ha incontrato la natura e la microarchitettura nell\u2019ambito del Fe.M Festival di Microarchitettura. La Maddalena, casa del Festival, restituisce un\u2019altra dimensione di questa relazione. Anche nella configurazione pi\u00f9 tradizionale tra scena e platea, la natura raccolta dello spazio crea una condizione particolare: la prossimit\u00e0 accorcia la distanza tra artisti e spettatori e rende pi\u00f9 intensa e diretta la percezione di ci\u00f2 che accade.<\/p>\n<p>\u00abCi interessa che il pubblico non rimanga semplicemente davanti a ci\u00f2 che accade, ma possa entrarci, abitarlo, sentirlo anche sulla propria pelle. Cambiare spazio, distanza e punto di vista significa creare ogni volta una relazione diversa con l\u2019opera e, forse, concedersi la possibilit\u00e0 di guardare da una prospettiva che non \u00e8 la propria\u00bb, sottolinea il direttore artistico Antonio Cioffi. Con i talk al termine degli spettacoli, il confronto si \u00e8 spostato dalla scena al dialogo diretto tra pubblico e artisti. Un appuntamento che ha accompagnato l\u2019edizione, permettendo di \u00ec approfondire poetiche e processi creativi anche di fronte a lavori capaci di sorprendere, disattendere le aspettative o sottrarsi a una lettura immediata. Un modo per prolungare l\u2019esperienza oltre la scena, non necessariamente per trovare delle risposte, ma per offrire altri strumenti con cui interrogare ci\u00f2 che si \u00e8 appena visto. Hangartfest ha continuato inoltre, anche con questa edizione, a investire sulle nuove generazioni e sulla nuova creazione, offrendo ai giovani artisti occasioni di confronto e di presenza sulla scena e accompagnando, attraverso residenze e coproduzioni, lo sviluppo di nuovi lavori fino al debutto. Un impegno che va oltre l\u2019ospitalit\u00e0 degli spettacoli e interviene nei processi creativi, dando a progetti e artisti il tempo e lo spazio per crescere e sperimentare fino all\u2019incontro con il pubblico.<\/p>\n<p>\u00abQuesta edizione si \u00e8 appena conclusa e siamo gi\u00e0 rivolti alla prossima. Vogliamo continuare a lasciarci sorprendere da ci\u00f2 che pu\u00f2 nascere lungo il percorso, senza cercare soltanto conferme. Credo che l\u2019arte, e in particolare quella contemporanea, abbia la capacit\u00e0 di portarci altrove, di<br \/>spostare il nostro punto di vista e farci immaginare scenari che ancora non conosciamo. \u00c8 in questo senso che mi piace pensare alle parole di Francesco Guccini e a quel \u201cmondo dove \u00e8 ancora tutto da fare e dove \u00e8 ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare\u201d. \u00c8 con questa curiosit\u00e0 che vogliamo continuare il nostro percorso\u00bb, conclude il direttore artistico Antonio Cioffi.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ventisei appuntamenti in due settimane all\u2019insegna del contemporaneo, tra linguaggi che si incontrano, luoghi da abitare, ricerca e nuova creazione. 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