Evento già passato
21:30
Niente, è andata così. Lorenzo non ce l’ha fatta. Un giorno si è svegliato nel suo letto completamente putrefatto. Sarà che ha trent’anni e la plasticità neuronale ormai è andata scemando, sarà che vive una vita emotiva di precariato e una vita lavorativa di dipendenza affettiva, saranno l’ansia, lo stress, la sua scarsa capacità auto-imprenditoriale, o magari soltanto una dieta sbagliata, fatto sta che Lorenzo si è svegliato decomposto e ora gli tocca vivere in un corpo totalmente ossificato, perché di lui non rimane che uno scheletro. Difficile uscire di casa e farsi vedere in giro, per un morto vivente. Difficile raccontare a qualcuno la propria condizione. Lorenzo si ritrova così a marcire tra le mura della propria camera, incontrando tramite internet un mondo esterno delirante e subendo le angherie dei propri surreali demonietti interiori, che cercano di fargli affrontare la sua nuova necrotica condizione. Ma nessuna risorsa interiore è in grado di aiutarlo, perché anche il suo stesso inconscio è ormai diventato una caotica piattaforma streaming di mostri e apparizioni infernali che puntualmente lo invitano alla positività, al sorriso, all’ottimismo incondizionato e ad una solitaria auto-realizzazione, eliminando sul nascere dubbi, pensieri tragici o dolore. Ogni strumento emotivo o razionale sembra asservito al dominio dell’ideologia dominante, del solipsismo e del mito del self-made man. Impossibile trovare lo spazio, dentro o fuori di sé, per un po’ di sana disperazione. Impossibile coltivare la propria malinconia. Bisogna darsi da fare.
La malinconia è, oggi, completamente censurata, rimossa. La depressione è una colpa individuale che ci marchia a fuoco. La tristezza è fuori moda, è un peccato mortale per cui meritiamo l’esilio e la scomunica sociale. I pessimisti cosmici portano sfiga. La soluzione alla depressione è il fare, ma possibile che non c’è soluzione al fare? Dalla disperazione può ancora nascere un briciolo di resistenza? Non si può rischiare di essere felici per il motivo sbagliato. Meglio farsi cacciare da ogni paradiso. Meglio risorgere nella putrida carne.
Info e biglietti
Biglietti a partire da 7 €
ESERCIZI DI RESURREZIONE
Niente, è andata così. Lorenzo non ce l’ha fatta. Un giorno si è svegliato nel suo letto completamente putrefatto. Sarà che ha trent’anni e la plasticità neuronale ormai è andata scemando, sarà che vive una vita emotiva di precariato e una vita lavorativa di dipendenza affettiva, saranno l’ansia, lo stress, la sua scarsa capacità auto-imprenditoriale, o magari soltanto una dieta sbagliata, fatto sta che Lorenzo si è svegliato decomposto e ora gli tocca vivere in un corpo totalmente ossificato, perché di lui non rimane che uno scheletro. Difficile uscire di casa e farsi vedere in giro, per un morto vivente. Difficile raccontare a qualcuno la propria condizione. Lorenzo si ritrova così a marcire tra le mura della propria camera, incontrando tramite internet un mondo esterno delirante e subendo le angherie dei propri surreali demonietti interiori, che cercano di fargli affrontare la sua nuova necrotica condizione. Ma nessuna risorsa interiore è in grado di aiutarlo, perché anche il suo stesso inconscio è ormai diventato una caotica piattaforma streaming di mostri e apparizioni infernali che puntualmente lo invitano alla positività, al sorriso, all’ottimismo incondizionato e ad una solitaria auto-realizzazione, eliminando sul nascere dubbi, pensieri tragici o dolore. Ogni strumento emotivo o razionale sembra asservito al dominio dell’ideologia dominante, del solipsismo e del mito del self-made man. Impossibile trovare lo spazio, dentro o fuori di sé, per un po’ di sana disperazione. Impossibile coltivare la propria malinconia. Bisogna darsi da fare.
La malinconia è, oggi, completamente censurata, rimossa. La depressione è una colpa individuale che ci marchia a fuoco. La tristezza è fuori moda, è un peccato mortale per cui meritiamo l’esilio e la scomunica sociale. I pessimisti cosmici portano sfiga. La soluzione alla depressione è il fare, ma possibile che non c’è soluzione al fare? Dalla disperazione può ancora nascere un briciolo di resistenza? Non si può rischiare di essere felici per il motivo sbagliato. Meglio farsi cacciare da ogni paradiso. Meglio risorgere nella putrida carne.
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Biglietti a partire da 7 €
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