Serrande finalmente alzate. Con le dovute precauzioni anti-contagio, ma alzate. Il mondo della cultura conta i giorni che mancano al 27 marzo, giorno in cui nelle zone gialle potranno riaprire teatri e cinema. Questo è quanto ha previsto il Dpcm con le nuove misure per contenere i contagi coronavirus, firmato dal presidente del Consiglio martedì 2 marzo e pubblicato lo stesso giorno in Gazzetta ufficiale. Ma c’è un fattore che potrebbe far saltare ogni schema: la corsa delle variante inglese, e la prospettiva di una terza ondata di contagi.
Per ora però c’è la norma. Ma dovranno essere adottate alcune soluzioni: posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala.
Posti preassegnati
A decorrere dal 27 marzo 2021, prevede il Dpcm (articolo 15), gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi.
Per la capienza la soglia del 25% di quella massima
La capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 400 per spettacoli all’aperto e a 200 per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.
Biglietti acquistabili online
Le attività, spiega ancora la norma, devono svolgersi nel rispetto degli allegati 26 e 27 del Dpcm. Tra le soluzioni da applicare, è obbligatorio misurare la temperatura tramite termo-scanner o termometro digitale. Scatta il divieto di ingresso in caso di temperatura superiore a 37,5° C. È obbligatorio utilizzare il gel antisettico per igienizzare le mani. I gestori di cinema e teatri devono garantire l’accesso contingentato a tutti gli spazi comuni (servizi igienici o zone di attesa) rimodulando i tempi utili per la fruizione da parte del pubblico (ad esempio prevedendo una maggiore durata dell’intervallo tra una parte e l’altra dello spettacolo) e utilizzando il personale per gestire i flussi di persone ed evitare che si creino degli assembramenti. I biglietti devono essere acquistabili online o mediante acquisto/ritiro alla cassa, anche il giorno stesso dello spettacolo.
Elenco presenze da conservare per 14 giorni
Indipendentemente dal metodo utilizzato per l’acquisto, i biglietti devono essere nominativi. I gestori hanno l’obbligo di conservare l’elenco delle presenze per 14 giorni, con i riferimenti (telefonici e email) degli spettatori. La soluzione ha la funzione di garantire un tracciamento nel caso di contagi.
Mascherina obbligatoria anche durante lo spettacolo
Non sono tenuti all’obbligo di distanziamento tra una persona e l’altra i componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi. Il numero massimo di persone che possono sedere vicine è quattro. Gli spettatori devono indossare la mascherina per tutto il tempo in cui rimangono all’interno del teatro o del cinema. Nel guardaroba indumenti e oggetti personali vanno riposti in sacchetti porta-abiti. È vietata la vendita di cibo e bevande durante lo spettacolo. Allo stesso tempo è proibito consumare cibo in sala e nei punti di ristoro interni alla struttura. Fondamentale è la sanificazione: i gestori devono garantire la frequente pulizia e disinfezione dei locali.
Fonte: Sole24ore